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Il fascino del parapendio

La possibilità di planare al di sopra di paesaggi stupendi, viste mozzafiato e accompagnati dal solo rumore dell’aria, fa della disciplina del parapendio uno momento unico di immersione personale totale nella natura, la possiamo chiamare una full immersion nell’elemento aria che ha sempre affascinato l’uomo e che oggigiorno, grazie alle conoscenze e alle tecniche di costruzione hanno permesso una notevole evoluzione di questa disciplina.

È una vera e propria disciplina aerea e come tale regolata da norme precise, da una formazione seria e puntuale presso scuole di volo autorizzate e che nella sola Svizzera ha 50’000 piloti licenziati.

È uno sport di nicchia che in ogni caso genera un notevole giro economico in quanto ogni pilota investe per la propria disciplina cifre ragguardevoli nel materiale tecnico (la vela, la selletta, l’emergenza), di supporto (GPS,App specifiche,ricetrasmittenti) e per gli spostamenti verso i luoghi di decollo che in Svizzera sono innumerevoli; solo in Ticino ve ne sono almeno una ventina e tutti molto belli e caratteristici, pensiamo a Cardada, al Monte Tamaro, al mte Generoso, a Carì, al mte Lema per citare i più frequentati.

Il parapendio ha una storia molto recente; nasce negli USA nel 1964, arriva in Europa nel 1978 in Ticino nel 1985.

Da semplice oggetto di planata, all’inizio della sua storia, questa disciplina si è evoluta, è cresciuta anche grazie alle innovazioni dei materiali e ha mostrato al mondo intero performances incredibili.

La recente manifestazione internazionale «X_Alpes» ha visto lo svizzero Chrigel Maurer vincere ancora una volta la gara più dura che parte da Insbruck e termina nel Principato di Monaco dove i piloti possono soltanto volare o camminare, senza la possibilità di utilizzare mezzi pubblici o privati: in poco più di 8 giorni è stato percorso il tragitto!

Pensiamo alle evoluzioni dei piloti di freestyle che riescono a eseguire figure in volo dove le forze fisiche mettono a dura prova il corpo umano raggiungendo gli 8G durante tumbling, infinities ecc., con velocità di discesa vicine ai 25m/secondo.

Il parapendio non si improvvisa, lo si impara con passione seguendo una formazione con una scuola della Federazione svizzera di volo libero, a partire dai 15 anni, superando i vari esami teorici e pratici richiesti prima di poter dire con orgoglio «adesso sono un pilota»!

Ma come fa realmente una vela a volare? Com’è possibile? Perché non precipita? Esiste il vuoto?

Esistono le vertigini in volo?

Vorremmo cercare di rispondere a alcune di queste domande durante la nostra presentazione che spazierà dalla storia e la sua evoluzione, alle leggi fisiche che ci permettono di galleggiare nell’aria circostante, per finire alle condizioni per diventare un pilota di parapendio, oppure semplicemente per fare un volo in tandem, sperando che le immagini che mostreremo possano sensibilizzare lo spettatore mandandogli un messaggio positivo della disciplina e mostrando alcuni filmati educativi che mettono l’accento sulla sicurezza e sull’importanza del costante allenamento durante l’anno.

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Franco Kessel, Giorgio Calzascia, Angela Maciocchi

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