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Grégoire Millet
L'allenamento in quota

L’allenamento in quota è stato sviluppato negli anni ‘60 del secolo scorso. Inizialmente si basava sul principio «dormire in quota – allenarsi in quota» ed era destinato a chi pratica sport di resistenza per migliorare il trasporto di ossigeno nel sangue. La variante classica è stata poi completata negli anni ’80 con la variante «dormire in quota – allenarsi in basso». In tal modo gli atleti potevano trarre vantaggio dalla permanenza in posti con poco ossigeno e contemporaneamente allenarsi accuratamente a quote più basse.

Recentemente sono state sviluppate varianti innovative, come «il carico massimo d’allenamento in quota» o il metodo sviluppato dall’Università di Losanna che prevede l’allenamento incentrato «su scatti ripetuti sotto ipossia» per ritardare l‘affaticamento dei muscoli in occasione di unità d’allenamento intense e ripetute.

Altre varianti sono il vero e proprio allenamento in quota (ipossia iperbarica) e l’allenamento in quota simulato (ipossia normobarica nella camera iperbarica).

Verrà proposto uno sguardo d’insieme sui diversi metodi di allenamento indicati non solo per chi pratica sport di resistenza o di squadra, ma anche per pazienti con peso eccessivo o pressione alta.

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Relatore

Grégoire Millet
Istituto delle scienze dello sport, Università di Losanna


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